Maler presenterà il progetto Mu (Parametri musicali 2018) il 28 maggio 2019 alle 19.30 presso la Maison Heinrich Heine all’interno della Cité universitaire di Parigi. Il cantautore nogarese è stato invitato dell’Ateneo La Sorbona di Parigi a raccontare al pubblico la vita e la personalità di Joseph Roth, definito dallo stesso Maler “uno dei padri dell’Europa che vorrei“, in occasione dell’ottantesimo anniversario di morte. L’evento è a cura del professore Stéphane Pesnel ed è preceduto dalla proiezione cinematografica di Das Portät, ispirato alla vita del celebre scrittore. Il giorno seguente alle 10.00 è invece prevista una visita al cimitero presso la tomba di Roth, per omaggiarne vita, opere e idee.
Il progetto musicale reinventa l’infanzia di Roth
Mu rappresenta un progetto musicale di alto prestigio in formato eBook: 15 brani per voce (Maler), pianoforte (Giancarlo Di Maria) e fisarmonica (Thomas Sinigaglia). L’album, prodotto da Giancarlo Di Maria per la Parametri Musicali ed edito da Quondam, è già disponibile su tutti gli store digitali. Il nome dell’album prende spunto dal soprannome di infanzia di Roth, ma anche da un regno scomparso a seguito di una guerra devastante e disastrosa. È chiara l’analogia con l’impero asburgico, messo in crisi dal primo conflitto mondiale e dalla diffusione delle ideologie nazionaliste.
“Il vagabondo d’Europa”
Il primo brano dell’album definisce proprio Roth “un vagabondo d’Asburgo”, in cerca di una nuova identità e una nuova patria in un’Europa scossa dal susseguirsi di due conflitti mondiali. Fu la morte dell’imperatore Francesco Giuseppe a segnare in modo decisivo il declino dell’impero austroungarico e l’avanzare di nuove incertezze, specie per chi come Roth si sentiva figlio e membro a tutti gli effetti di quella realtà storico- politica. “La leggenda del santo bevitore”rappresenta l’opera più celebre dell’autore polacco, incentrato sulla figura di un vagabondo giunto a Parigi e itinerante presso le rive della Senna, schiavo dell’alcol. Evidente anche qui il paragone con un’Europa schiava di nazionalismi e figure politiche che la depredano.



