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Basilica di Saint-Denis – All’ombra del giglio reale

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Il primo esempio di architettura gotica al mondo: la Basilica di Saint-Denis, a 5 km a Nord di Parigi, ospita le spoglie mortali dei grandi re di Francia.

Vi racconteremo come una normale visita ad un monumento, si trasformi in una vera e propria caccia al tesoro. Il premio? Un’immersione nella storia di una chiesa e dei suoi sovrani, che ancora oggi è in parte avvolta dal mistero…

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Facciata frontale della Basilica di Saint-Denis: la vistosa asimmetria riporta al crollo della torre nord. Ph. S.J.De Rosa

Basilica di Saint-Denis: la genesi

600 d.C.: in quest’epoca così lontana, a pochi km da Parigi, viene eretto un piccolo santuario che diventerà abbazia. Il luogo in questione era un antico cimitero gallo-romano e luogo di sepoltura di un martire, San Dionigi, patrono di Francia, morto nel 250 d.C. Nel 750 d.C. venne nominato abate Fulrado che era in ottimi rapporti con i re Capetingi: questa alleanza, fece sì che i sovrani curassero l’allestimento della basilica, la quale infatti, divenne ricca e sfarzosa. Nel 1136 si decise di ristrutturarla e i lavori furono affidati all’abate Sugerio.

Sugerio e la sua visione: nasce il gotico a Saint-Denis e nel mondo

L’abate Sugerio, non era un monaco comune: non solo divenne consigliere politico e diplomatico di Luigi VI, ma fu anche reggente di Francia durante l’assenza di Luigi VII che era partito per la seconda crociata in Terra Santa (1147 – 1149). Un uomo intraprendente, quindi, che ebbe una visione riguardo alla Basilica di Saint-Denis. Sugerio voleva snellire le pareti della chiesa e fare entrare molta più luce con l’impiego di meravigliose vetrate: la basilica doveva elevarsi verso l’alto ed essere inondata di luce, la luce di Dio.

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I magnifici interni di Saint-Denis con al centro in foto, il rosone nord. Ph. S.J. De Rosa

E tutto questo è visibile ancora oggi: quando si entra nella Basilica di Saint-Denis si è pervasi da una strana aura che fa completamente dimenticare i rumori e il viavai quotidiano dell’esterno. C’è solo silenzio, raccoglimento, mentre ci smarriamo tra le sottili colonne che come steli sorreggono la corolla del soffitto. Archi rampanti, vetrate, volte a crociera: è lui, è lo stile gotico, che da Saint-Denis si diffuse in tutta Europa e più tardi nel mondo.

Sugerio aveva fatto la storia dell’architettura mondiale.

La basilica, il fulmine e un italiano tra i maestri scalpellini

Saint-Denis come Notre Dame de Paris? Sembra quasi la maledizione del fuoco, ma in effetti, anche la basilica rischiò di andare in cenere, come è successo recentemente a Notre Dame. Nel 1144 c’era stata la consacrazione solenne e il secolo dopo, un fulmine colpì la chiesa. Arginata l’emergenza, occorreva un piano preciso per riportare Saint-Denis all’antico splendore: si iniziò quindi a ricostruirla nel 1230 sotto la direzione di Pietro de Montereau (morto nel 1267) e fu terminata nel 1280. Oramai sana e salva, la basilica continuò il suo “lavoro”: ospitare le spoglie mortali dei sovrani di Francia, a partire da Dagoberto (630 d.C.) fino a Luigi XIV e oltre. La sua orifiamma divenne lo stendardo reale, il giglio, e fu ormai un simbolo della cristianità universalmente riconosciuto. La stessa Giovanna d’Arco vi appese la sua armatura nel 1429.

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Tomba monumentale di Luigi XII e Anna di Bretagna. Ph S.J.De Rosa

Ma come si costruiva all’interno di Saint-Denis? Molte tombe reali richiedevano dei maestri scalpellini, soprattutto dal XVI sec. in cui i sepolcri divennero monumentali: fu così per la tomba di Luigi XII e di Anna di Bretagna eretta nel 1535. Se ne occupò proprio uno scultore italiano, stabilitosi a Tours, Giovanni Betti: i sovrani defunti sono rappresentati giacenti sotto un baldacchino, al di sopra del quale, sono poi raffigurati in ginocchio. Attorno, si succedono le figure degli Apostoli e alcuni bassorilievi ricordano le vittorie del re.

Saint-Denis, la Rivoluzione Francese e il mistero del cuore di Luigi XVII

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Tombe di Carlo Magno e di Berta, moglie di Pipino il Breve. Ph. S.J. De Rosa

Dopo aver camminato tra le tombe di Carlomanno, Pipino il Breve, Carlo Martello, Clodoveo, Caterina de’ Medici, secoli di storia studiati soltanto sui manuali, ci investono con la loro realtà: i sovrani di Francia sono lì tra di noi che abbiamo timore di turbare il loro sonno con la sola ammirazione. Ma il viaggio non è ancora finito e come dei novelli Roberto Giacobbo, entriamo nella cripta inferiore: fa molto freddo, toccare le pareti in pietra diventa un rito obbligatorio per capire che è tutto vero, non stiamo sognando. Ci troviamo subito davanti ad una piccola teca, un’ampolla in vetro che contiene un cuore.

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Cuore di Luigi XVII conservato a Saint-Denis. Ph S.J.De Rosa

La scritta dice “Louis XVII Roi de France et Navarre”, ma mancano date e luoghi di nascita e morte. È lui, il Delfino nato da Luigi XVI e Maria Antonietta; dei genitori si può ammirare una splendida scultura nella chiesa.

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Scultura monumentale di Luigi XVI e Maria Antonietta. Ph S.J. De Rosa

Le loro tombe invece sono nella cripta, così come gli ossari del 1700 in cui si legge anche il nome del Re Sole, Louis XIV “Le Grand”.

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Scultura e tomba di Maria Antonietta sepolta a Saint-Denis. Ph S.J. De Rosa

Il mistero avvolge la fine che fece il piccolo Luigi XVII

Sappiamo che, condannata a morte la madre, fu affidato ad un calzolaio nel 1792. Quest’ultimo però, lo abbandonò e il corpicino del Delfino di Francia fu trovato senza vita nella cella di una prigione nel 1795. La versione ufficiale lo voleva morto di tubercolosi ossea e il suo cuore dimora come ora sapete a Saint-Denis, ma dove sia stato sepolto il resto del corpo, rimane tutt’oggi un quesito senza risposta…

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Ossario dei reali di Francia, tra cui Louis XIV “Le Grand”. Ph S.J. D Rosa

Insomma, spero di avervi convinti ad andare a visitare questo luogo meraviglioso, all’ombra del Fleur de Lis e della sua gloria.

 

Info ticket:  http://www.saint-denis-basilique.fr/en

Orari: http://www.saint-denis-basilique.fr/en/Prepare-for-your-visit/PRATICAL-INFORMATION

Metro: linea 13, stazione Basilique de Saint-Denis (prendere l’ascensore sulla destra)

 

Sarah Jay De Rosa

Autore: Sarah Jay De Rosa

Classe 1987 e pugliese purosangue. Sono laureata in Lettere Moderne e lavoro come redattrice dal 2012. Vivo tra l’Italia e Parigi dove collaboro come redattrice/traduttrice bilingue francese. Adoro la cultura, i Pink Floyd, Led Zeppelin e Peter Gabriel, per citarne alcuni. Sono museum addicted e adoro scarpe altissime che non metterò mai. Spero di farvi amare Parigi almeno un decimo di quanto la amo io.

Basilica di Saint-Denis – All’ombra del giglio reale ultima modifica: 2019-05-31T09:05:09+02:00 da Sarah Jay De Rosa

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