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L’imperdibile retrospettiva su Luchino Visconti, padre del neorealismo, alla Cinémathèque Française dall’11 ottobre al 9 novembre

Luchino Visconti

Parigi riscopre Luchino Visconti, con una retrospettiva alla Cinémathèque Française, dall’11 ottobre al 9 novembre. Il cinema neorealista del Conte Rosso rivive così in una serie di appuntamenti, in cui verranno proiettati alcuni tra i suoi più grandi successi. Nel corso della retrospettiva verrà organizzata anche una conferenza di Gabriela Trujillo, dal titolo “Visconti/Proust: Le labyrinthe profond (il 26 ottobre). Il 2 novembre, anniversario della sua nascita, verranno mostrati i documentari: “Luchino Visconti” (Carlo Lizzani) e “Luchino Visconti: Le chemin de la recherche” (Giorgio Treves).

Le pellicole scelte per questa retrospettiva sono diciassette, tra cui “L’innocente“, “Giorni di gloria“, “Il Gattopardo“, “Lo straniero“, “Senso e “Morte a Venezia“. Tra gli altri film in programma: “Rocco e i suoi fratelli“, “Le Streghe“, “La terra trema“, “Vaghe stelle dell’Orsa“, “La caduta degli dei“, “Ludwig e “Boccaccio ’70“. Saranno proiettati anche “Siamo donne: Anna Magnani“, “Le notti bianche“, “Gruppo di famiglia in un interno” e “Ossessione“. Proprio quest’ultimo, per altro prima fatica cinematografica di Visconti (del 1943), è il film capostipite del cinema neorealista italiano, filone inaugurato dal Conte Rosso.

Luchino Visconti

Luchino Visconti, una vita per il cinema

Parigi ha un ruolo centrale nella vita di Luchino Visconti. È proprio nella Ville Lumière che il futuro regista entra in contatto con la settima arte, lavorando per Jean Renoir (figlio del pittore simbolo dell’Impressionismo). Dopo il suo rientro in Italia, fu militante della Resistenza e, nel 1945 girò il documentario “Giorni di gloria“, incentrato sulla liberazione di Roma.

Nonostante l’impegno nel cinema, nel secondo dopoguerra sarà chiamato alla regia in alcune opere teatrali alla Scala di Milano, come La Traviata con Maria Callas. La consacrazione arriva con “Il Gattopardo” (1963), riadattamento dell’opera omonima di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore della Palma d’Oro al sedicesimo Festival di Cannes. Dopo aver diretto altri film di successo come “Morte a Venezia” o “La caduta degli dei“, Luchino Visconti morirà nel 1976, poco prima che “L’innocente” venisse presentato al grande pubblico.

Luchino Visconti

La Cinémathèque Française di Parigi omaggerà così il rivoluzionario Visconti, grande uomo e regista, colui che seppe raccontare l’Italia del dopoguerra. Il punto di vista ripreso dal regista è quello delle classi più disagiate, ovvero quelle che, come sempre, pagano per i “delitti” degli altri. La retrospettiva su Visconti è un’occasione unica per apprezzare ancora una volta i suoi capolavori e scoprire che l’Italia descritta dal Conte Rosso, nonostante i vari mutamenti nel corso del tempo, resta sempre uguale nella sostanza. Per dirla con le parole di Tancredi Falconieri (Il Gattopardo): “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi“.

Antonello Ciccarello

Autore: Antonello Ciccarello

Siciliano di nascita, nel 2012 consegue la laurea triennale in Giornalismo per Uffici Stampa all’università di Palermo e, nel 2014, la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l’università di Parma. Amante dei Beatles, dei viaggi e interessato a tutto ciò che riguarda la cultura, la politica e la società, scrive per raccontare il mondo.

L’imperdibile retrospettiva su Luchino Visconti, padre del neorealismo, alla Cinémathèque Française dall’11 ottobre al 9 novembre ultima modifica: 2017-09-11T23:48:38+00:00 da Antonello Ciccarello

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