INTERVISTE

Intervista a Alessandra Mosca: italiani, Parigi vi aspetta!

Alessandra Mosca

Benvenuta su itParigi! Chi sei? Presentati ai nostri lettori con dieci parole!

Grazie! Sono una traduttrice innamorata di Parigi. Questa frase riassume tutto.

Com’è la vita in quel di Parigi di questi anni ’10?

Sono qui da 11 anni e ho visto cambiare molte cose: fast food sbucare al posto di negozietti di ogni sorta, quartieri insalubri diventare chic e alla moda, cinema di quartiere costretti a chiudere…Ma c’è una cosa che secondo me non cambia mai e che definisce l’anima di questa meravigliosa città: Parigi resiste, sempre. Può sembrare snob come atteggiamento, e forse un po’ lo è. Eppure per me è questo che rende la città unica e particolare. Resta una delle poche ad offrire un’apertura mentale e culturale così profonda.

Una volta, con una mia amica, abbiamo sfogliato Pariscope (uno dei due settimanali che presentano e recensiscono tutti gli eventi della città) e abbiamo scelto un teatro dell’Île Saint-Louis in cui andava in scena un concerto di musica popolare russa. Il teatro era minuscolo ed eravamo una decina ad assistere. Alla fine del concerto i musicisti hanno invitato il pubblico a trascorrere il resto della serata con loro: ci siamo ritrovati in un bar e hanno continuato a suonare per noi, tra due bicchieri e due chiacchiere! Ecco, Parigi è così… è sempre capace di stupirti. Sempre che si abbia voglia di farsi sorprendere.

Perché hai scelto Parigi (lavoro, amore, studio etc.)? Lo rifaresti se potessi tornare indietro?

Ho scelto Parigi per amore…della città. Sono un po’ ripetitiva, lo so. Ma per me è davvero una questione di cuore. Poi diciamo che ho trovato una scusa per trasferirmi: il dottorato in co-tutela con un’università parigina. E, sì, lo rifarei. Mi piacerebbe vivere in un’altra città per un anno (Stoccolma, Lisbona o Praga… o tutte e tre), ma nessun posto mi fa sentire a casa come Parigi.

Gli italiani Oltralpe: com’è il rapporto con i parigini / i francesi? E soprattutto… differenze culturali tra i due popoli? Ce ne sono?

Eh eh, questa domanda la adoriamo noi italiani che viviamo qui: potremmo scrivere un libro! Il rapporto con i parigini non è semplicissimo. Diciamo che è facile scambiare due chiacchiere ed avere delle amicizie superficiali, ma poi la cosa spesso si ferma lì. Riuscire a vedere gli amici regolarmente è un’impresa ardua. Ed è assurdo, perché è contagioso, anche tra italiani finiamo per vederci raramente! Almeno questa è la mia esperienza, poi credo dipenda molto dal lavoro che fai e dall’età.

Per quanto riguarda i francesi in generale, penso sia un po’ diverso. Le relazioni nel resto della Francia, nelle città di provincia, come dicono qui, sono molto più simili a quelle a cui siamo abituati in Italia. Detto questo, le differenze culturali esistono e sono tante, ma raramente corrispondono ai cliché che possono avere gli italiani. Ho sentito una frase, non ricordo più in quale contesto, che definiva i francesi come degli italiani che vogliono fare i tedeschi. Per me è verissima: c’è una specie di rigidità e di severità che però non riesce ad essere credibile fino in fondo e sfocia spesso nell’inefficienza e nella contraddizione. Ed è vero anche nell’altro senso: quando vogliono essere rilassati e divertirsi, è come se la loro francesità intrinseca li limitasse, per cui risultano un po’ finti. Almeno ai miei occhi, che sono comunque quelli di un’italiana.

Alessandra Mosca

Consigli a chi, per motivi di studio o lavoro, sceglie la Francia / Parigi come meta per realizzare i suoi sogni?

È difficile rispondere a questa domanda. Diciamo che più che dare consigli, preferisco mettere in guardia chi fa questa scelta. Parigi non è un eldorado per tutti. O meglio, può essere un eldorado nel senso proprio del termine, come mondo immaginario favoloso, che poi si rivela essere appunto una chimera. Dipende tantissimo da cosa si cerca e dal tipo di carattere che si ha. Se ti piace la vita notturna, andare in discoteca e sballarti fino a notte fonda, Parigi non è il posto ideale, non offre tantissimo. Se cerchi un posto in cui fare carriera rapidamente e mettere soldi da parte, meglio cambiare meta.

Penso che Parigi sia adatta a chi adora Flâner, a chi cerca la piazzetta nascosta dietro l’angolo, a chi ha voglia di andare al cinema alle tre del pomeriggio a vedere il primo film di un regista afgano promettente, a chi vuole viaggiare nel tempo o attraverso i ricordi, con una madeleine e un libro, a chi s’incanta davanti alla bellezza, perché Parigi è innanzitutto e semplicemente bella. Se pensi che tutto questo faccia per te, allora il consiglio che ti darei è: non aspettarti di trovare quello che hai in Italia, parti lasciando a casa i pregiudizi, il sole e la pizza, e tieniti pronto a riempire il tuo mondo di cose nuove. E armati anche di un bel po’ di pazienza, perché all’inizio la burocrazia non ti rende la vita facile. Ma se superi la prima fase, poi Parigi te la senti dentro, diventa una parte di te.

Dove (e come!) ti vedi tra dieci anni?

Mi vedo qui, questo è certo. Come non lo so e non voglio saperlo, adoro le sorprese!

Grazie per la disponibilità e la professionalità dimostrata!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “Gli Orari del Cuore” (Leonida Editrice – 2016), “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere) e “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher).

Intervista a Alessandra Mosca: italiani, Parigi vi aspetta! ultima modifica: 2018-03-17T09:13:28+00:00 da Stefano Labbia

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