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VIVERE A PARIGI

Santa Genoveffa (Geneviève), patrona di Parigi

Santa Genoveffa Foto Famiglia Cristiana Facebook

Santa Genoveffa (Geneviève), patrona della città di Parigi, si venera il 3 gennaio, giorno della sua morte. La sua biografia è narrata nel libro “Vita Genovefae”, scritto a circa vent’anni dalla sua scomparsa. La santa, protettrice delle forze armate, dei pastori, dei tappezzieri e dei fabbricanti di cera, continua nei secoli a essere invocata, soprattutto in occasione di gravi calamità.

Santa Genoveffa Immaginetta

Santa Genoveffa, la vocazione

Nasce a Nanterre, nei pressi di Parigi, intorno al 413. La sua è una famiglia cristiana, e santa Genoveffa, fin da piccola, manifesta il desiderio di dedicare la sua vita al Signore. È ancora una ragazza quando, nel 429, incontra San Germano d’Auxerre, che insieme a San Lupo di Troyes andava a evangelizzare i popoli della Britannia, dove dilagava l’eresia pelagiana. L’incontro è determinante per la sua vocazione. Nel posarle una mano sulla nuca, San Germano ha la rivelazione della futura santità della giovane. Allora le parla in privato, esortandola a consacrarsi completamente a Dio. Geneviève gli confida che questo è il suo più grande desiderio. Il santo le regala una medaglia su cui è impressa la croce, che ella porterà al collo fino alla morte, come pegno della sua fedeltà a Cristo.

Un panorama di Parigi - Foto Pixabay
Un panorama di Parigi

Santa Genoveffa, una vita vissuta tra carità e penitenza

Morti i suoi genitori, Santa Genoveffa si trasferisce a Parigi. A vent’anni si consacra definitivamente a Dio ed entra a far parte di un gruppo di vergini, come lei votate al Signore. Inizia a dedicarsi a opere di carità e penitenza, pur continuando a vivere nella sua casa. Mantiene il diritto di assumere le responsabilità pubbliche che appartenevano alla sua famiglia. Possiede le chiavi del battistero della cattedrale parigina e fa erigere la prima chiesa sul sepolcro di San Dionigi, vescovo protomartire della città. Si ciba solo di legumi, esclusivamente il giovedì e la domenica. Dalla sera dell’Epifania, fino al giovedì santo, rimane in preghiera chiusa nella sua cameretta.

Preghiera - Foto Pixabay

Santa Genoveffa salva la capitale dagli Unni

Nel 451, Attila, re degli Unni, che aveva saccheggiato le città di Treviri, Metz, Reims, avanza verso Parigi. Il popolo, spaventato, si appresta alla fuga. Genoveffa, allora, esorta i parigini a non lasciare la città e riunisce alcune donne per pregare con lei nel battistero. «Che gli uomini fuggano, se vogliono, e se non sono più capaci di battersi. Noi donne pregheremo Iddio così tanto che ascolterà le nostre suppliche», dice la santa, come si legge nella sua biografia. Molti cittadini, però, la giudicano una falsa profetessa annunciatrice di sventure, e minacciano di ucciderla, lapidandola o gettandola in un burrone. È uno degli arcidiaconi del vescovo Germano a esortare i parigini a non farlo, ricordando loro: “E’ stata eletta da Dio nel grembo della madre e io sto portando le benedizioni che San Germano ha lasciato per lei». Parigi viene difesa dai suoi abitanti, incoraggiati dalle esortazioni e dalle preghiere di Geneviève, e Attila, scoraggiato dall’inattesa resistenza, si dirige verso Orléans, dove viene sconfitto nella battaglia dei Campi Catalaunici, dal generale romano Ezio.

Pane e grano - foto Pixabay

Sfama i francesi durante la carestia

Qualche anno più tardi, Parigi è assediata da Meroveo, terzo re dei Franchi, e viene difesa da una forte guarnigione di romani. Nel 457, morto Meroveo l’assedio è portato avanti dal figlio Childerico I, che conquista la città. Le distruzioni che ne conseguono determinano una grande carestia, tanto che gli abitanti non hanno più pane. Impietosita, Genoveffa guida sulla Senna un gruppo di undici battelli fino a Troyes e, passando di città in città, ottiene in dono dai mercanti un gran carico di grano, che porta a Parigi, salvando così gli abitanti dalla fame. Durante il viaggio, ella compie dei miracoli: guarisce una paralitica, ridà la vista ad alcuni ciechi, libera degli indemoniati e libera anche la Senna da due demoni che, nascosti sotto un grande albero, facevano naufragare i battelli che passavano da lì.

La sua morte

Nel mondo si diffonde la sua fama di santità. La rispettano anche i re pagani Meroveo e suo figlio Childerico, che per sua intercessione iniziano a trattare meglio i prigionieri. Clodoveo I, figlio di Childerico, in particolare, su suggerimento della santa, non solo libera i prigionieri, ma si converte al Cristianesimo. Geneviève muore il 3 gennaio del 502 e viene sepolta prima in un’umile tomba, poi nella basilica dei Santi Apostoli, a lei dedicata dalla coppia reale Clotilde e Clodoveo.

Pantheon Esterno
Il Panthéon

Durante la rivoluzione francese, la basilica viene sconsacrata e trasformata dai giacobini nel mausoleo dei francesi illustri, con il nome di Panthéon. La cassa che conteneva le reliquie di Geneviève viene bruciata pubblicamente nella Place de Gréve. Oggi, nel Panthéon si svolgono funzioni religiose e commemorazioni civili. Vicino a esso, nel 1492, viene costruita la chiesa di Saint-Étienne-du-Mont, dove vengono ricollocate le reliquie superstiti di Geneviève.

Santa Genoveffa Statua alle spalle di Notre-Dame Foto Pixabay
La statua della santa, alle spalle di Notre-Dame de Paris

Proclamata patrona di Parigi, una statua della santa, realizzata dallo scultore francese Paul Landowski è oggi visibile sul Pont de la Tournelle, costruito nel 1928 alle spalle della Cattedrale di Notre-Dame. La scultura raffigura Geneviève nell’atto di proteggere una bambina, che simboleggia Parigi, la città a lei tanto cara.

(Foto: Pixabay, Famiglia Cristiana Pagina Facebook)

Santa Genoveffa (Geneviève), patrona di Parigi ultima modifica: 2020-09-02T12:14:51+02:00 da Antonietta Malito
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