La settimana dedicata alla cucina italiana nel mondo si è appena conclusa, mi sembra dunque doveroso fare un punto sui cibi iconici della nostra tradizione culinaria (che lo sono 365 giorni l’anno e non solo una settimana)!
Quali sono i cibi iconici italiani conosciuti nel mondo? Tanti, troppi! Lasagne, tiramisù, pasta, pizza, gelato e tanti altri! Non c’è posto nel mondo in cui i nostri piatti più famosi non vengano apprezzati e riprodotti (più o meno con successo).
Ma quanti di noi conoscono le origini di alcuni dei piatti più famosi della nostra cucina? Chi c’è dietro la creazione del tiramisù? Le lasagne sono bolognesi o napoletane? La pizza è italiana?
Ho selezionato per voi tre cibi iconici, quelli più conosciuti nel mondo e vi racconterò la loro storia!
Tiramisù, il dolce iconico
Trovatemi una persona in tutto il globo che non conosce il tiramisù! Re dei cibi iconici italiani, il tiramisù è uno dei dolci più diffusi al mondo, nonchè una delle ricette più cercate sul web!
La sua origine si colloca nella prima metà dell’Ottocento, a Treviso. L’antenato del Tiramisù era un dolce tipico dei contadini trevigiani, lo sbatudin: uova sbattute con lo zucchero fino a renderle spumose.

Questa crema veniva poi arricchita con altri ingredienti, come biscotti, burro, caffè, liquori vari. Ogni famiglia aveva la sua versione di quello che poi diventerà il moderno Tiramisù.
Da racconti verbali, si dice che il tiramisù come lo intendiamo adesso sia stata opera di una maitresse di un antico bordello nel centro storico di Treviso. La donna ideò questo dolce dalle proprietà afrodisiache per rinvigorire e “tirar sù” i propri clienti, dopo una notte di bagordi nella sua locanda.
Da qui il nome iconico che deriva dal dialetto trevigiano “tirame su“. Se pensiamo agli ingredienti che compongono questo dolce, sono tutti ipercalorici e sicuramente danno un boost di energia!
Nel corso dei secoli, la ricetta del tiramisù si è affinata e ne sono nate numerose varianti: con il pistacchio, con il limoncello, al bicchiere. C’è chi ne ha anche ricavato un liquore!
Insomma, è il re indiscusso dei dolci italiani, facile da fare, buono, energetico ma soprattutto cavallo di battaglia di molti expat italiani nel mondo!

Tra i cibi iconici c’è lei: la lasagna
Simbolo della domenica in famiglia, orgoglio di nonne e mamme, piatto unico per eccellenza, le lasagne sono il simbolo dell’italianità. Non è domenica senza una bella teglia di lasagne, o anche più di una che tanto si fa il bis!
Le origini di uno dei cibi più iconici della nostra cucina risalgono al Medioevo. L’impasto originaro era fatto di acqua e farina, la foglia veniva stesa sottilmente e tagliata a strisce di media larghezza. Ogni striscia veniva sbollentata e poi cosparsa di formaggio. A quanto pare era uno dei piatti preferiti dai monaci medievali, che ne erano particolamente ghiotti!
L’aggiunta delle uova avviene in periodo rinascimentale, poichè ci si rese conto che l’impasto di sola acqua e farina non era abbastanza tenace. Quindi, l’acqua venne in parte sostituita dalle uova per conferire alla pasta una maggior forza e una cottura al dente! In questo periodo, la lasagna veniva servita non solo come piatto principale ma anche come accompagnamento a bolliti di selvaggina.
Emiliane o Napoletane?
Ma arriviamo ad un argomento spinoso: le lasagne sono emiliane o napoletane?
Abbiamo le prime notizie di una simil lasagna in Emilia in epoca rinascimentale, con l’introduzione della pasta all’uovo e con una ricetta del XIV secolo, in cui si alternavano strati di pasta all’uovo e formaggio. La salsa di pomodoro verrà aggiunta un secolo dopo.

In parallelo, a Napoli, si parla già ad inizio XIV secolo di lasagne lessate, condite con formaggio e spezie. Nel 1634 venne pubblicato a Napoli un libro in cui è presente la ricetta delle lasagne condite con un latticino e poi passate in forno. Inoltre, la prima lasagna al pomodoro è del 1881, contenuta nel Principe dei cuochi o la vera cucina napolitana di Francesco Palma.
Per cui, a chi va assegnata la paternità di questo delizioso piatto? Con tutta probabilità, la spinta fu data dalla cucina partenopea e in Emilia riadattarono al loro palato la ricetta.
Onestamente, a me poco importa chi sia l’ideatore della lasagna. L’importante è che sia arrivata ai giorni nostri!
Il cocktail del momento: lo Spritz
“Andiamo a farci uno Spritz?” è una delle frasi preferite delle mie amiche venete. Questo cocktail, all’apparenza leggero, è ritornato di moda di recente, grazie al grande successo dell’aperitivo (o aperò).
Si pensa che lo Spritz abbia origini venete, ma in realtà non è proprio così! Questo cocktail nacque durante la dominazione austriaca in territorio lombardo-veneto tra fine 700 e inzio ‘800. Infatti, in questo periodo i soldati austriaci si approcciavano per la prima volta ai vini veneti, troppo forti per il loro palato. Per cui, erano soliti allungarli con l’acqua gasata (mi scuso con tutti gli amanti del vino per queste emozioni forti!). Il termine Spritz, infatti, viene dal verbo tedesco spritzen , ossia spruzzare.

Lo Spritz come lo conosciamo noi, nacque intorno agli inizi del ‘900, quando si cominciò a “sporcarlo” col bitter.
Da qui nascono le due versioni più conosciute di questo cocktail iconico: quella con l’Aperol, tipica di Padova ed esportata in tutto il mondo, e quella col bitter Select (o Campari) tipica della laguna.
Ma fate attenzione che lo Spritz varia da città in città: a Padova si usa il vino bianco frizzante, a Venezia il vino bianco fermo, a Treviso il prosecco!
La ricetta “casalinga” prevede una proporzione di 1/3 di ciascun ingrediente: Aperol/Bitter, acqua frizzante e bollicine!
A chi è venuta voglia di Spritz?
Conclusioni
Vi sono veramente tantissimi cibi iconici del nostro Bel Paese, con le sue origini ed evoluzioni. Ho avuto la fortuna di viaggiare tanto e non ho mai trovato nessuno che non apprezzasse un buon manicaretto italiano! Per cui, teniamo alto l’orgoglio del cibo Made in Italy e della pasta al dente!
Buon appetito!
In copertina: La Vespa è un’altra icona italiana! Fonte: Unsplash




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