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INTERVISTE ITALIANI A PARIGI

Intervista a Fabio Serafino: Parigi da zero a 5 stelle

primo piano di Fabio Serafino

Fabio Serafino, giovane intraprendente della provincia torinese, ha deciso di scoprire il mondo, viaggiando da Helsinki a Londra, passando per New York. Nel 2015 è infine arrivato a Parigi, dove ha deciso di costruire il suo futuro, divenendo il manager di un hotel a cinque stelle.

Raccontaci brevemente la tua esperienza e cosa ti ha portato in Francia

Dopo aver vissuto a Helsinki, New York e Londra, ero tornato in Italia per aiutare i miei genitori nella nostra gelateria in provincia di Torino. Terminata la stagione, a ottobre ero alla ricerca di una nuova esperienza. Esitavo tra la Francia e la Germania, dove avevo alcuni amici a Norimberga. Decisi di passare una settimana in ciascuna delle due città, per poi decidere. Cominciai dalla Francia. Il secondo giorno trovai l’amore. Scelsi Parigi.

Com’è stato il primo incontro tra Fabio Serafino e Ville Lumière?

L’inizio non è stato semplice, condividevo una camera in un ostello e consultavo i vari siti di annunci per trovare una casa. Le immense passeggiate e i panorami mozzafiato mi ripagavano, però, di tutto. Ancora oggi passeggiare accanto alla Senna mi fa emozionare.

Secondo te qual è la maggiore differenza, in termini di lavoro, società, lifestyle, tra Italia e Francia?

Premesso che quando penso all’Italia penso al paese più bello del mondo, nella società francese trovo che ci sia un grande rispetto delle istituzioni, cosa che nella attuale situazione sociale italiana, complici anni difficili, ė venuto un po’ a mancare. Ritrovo tuttavia tante analogie tra Italia e Francia: siamo due paesi simili sotto tanti punti di vista… non dimentichiamoci che Torino è stata per molti anni una città “francese”. Nel mio caso, in Francia ho avuto la fortuna di trovare persone che hanno voluto scommettere su di me, rispondendo sempre, nel bene o nel male, ai curricula inviati.

Fabio Serafino Parigi
Fabio Serafino

Come hai vissuto questo periodo di lockdown a Parigi? La tua vita lavorativa ne ha risentito?

Il turismo di lusso è uno dei settori più colpiti. Si dice che l’hospitality tornerà a fare dei buoni risultati solo nel 2022. Oggi con gli altri esponenti del settore, stiamo ripensando a come ricreare un’accoglienza a cinque stelle. L’hotel è per definizione un luogo di incontro e di condivisione di spazi, bisognerà però renderlo sicuro senza farlo sembrare asettico e senz’anima. Durante il lockdown ho preso il tempo per formarmi, per organizzare il mio matrimonio, e per mantenere il mio gruppo di lavoro stimolato, organizzando almeno una volta a settimana delle video-conferenze.

C’è qualcosa che cambieresti della tua vita parigina? Se potessi, c’è qualche scelta che non rifaresti?

A Parigi tutto è arrivato gradualmente, e devo dire che l’esperienza maturata giorno dopo giorno ha fatto si che tutto fosse perfetto. Non rimpiango nemmeno i primi tempi, quando abitavo in un monolocale al sesto piano senza ascensore. Mi ha fatto assaporare ogni piccolo momento in cui la mia vita piano piano migliorava.

Fabio, cosa ti manca più dell’Italia?

Mi mancano le nostre abitudini alimentari, la colazione con cappuccino e brioche, la convivialità del barista e del suo caloroso buongiorno. Mi manca anche il calcetto del giovedì, quello con gli amici d’infanzia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Prevedi di ripartire per una nuova avventura o preferisci rimanere a Parigi?

Parigi è una città splendida Se dovessi partire, la lascerei per una città con inverni meno freddi. Non ti nascondo che Nimes, Montpellier e la Costa Azzurra potrebbero essere delle possibili mete future.

Intervista a Fabio Serafino: Parigi da zero a 5 stelle ultima modifica: 2020-06-23T09:00:00+02:00 da Antonello Ciccarello
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