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INTERVISTE

itParigi incontra Carlo Boso, il rappresentante di una tradizione famosa in tutto il mondo: la Commedia dell’Arte

Il rappresentante della Commedia dell'arte Carlo Boso

La Commedia dell’Arte, una tradizione tutta italiana, conosciuta nel mondo intero. E chi poteva parlarcene se non il massimo esperto in materia?

Ci troviamo in un luogo mitico di Parigi. Nella brasserie più antica, che è stata aperta nel 1880, chez Lipp, nel cuore di Saint Germain des Prés, nel sesto arrondissement. In un luogo mitico, con un personaggio mitico, Carlo Boso.

Possiamo definirla il rappresentante della Commedia dell’Arte nel mondo?

Per eliminazione sì. Diciamo che non sono solo io, ma faccio parte di quelle persone che hanno avuto la fortuna di lavorare con i grandi maestri. Come Giovanni Poli, della Ca’ Foscari di Venezia, Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano. Ho un po’ come missione quella di trasmettere quest’arte ai giovani. La passione per la Commedia dell’arte ha fatto sì che io abbia incontrato migliaia di giovani aspiranti attori. Sì, in Francia forse oggi sì, posso essere considerato il rappresentante della Commedia dell’arte o dell’Arte della Commedia…

Come è nato questo amore per la Commedia dell’Arte ?

Diciamo che io non la amavo affatto, non sapevo neanche che esistesse quando ho cominciato il Piccolo Teatro di Milano. Ero più attratto dalla tragedia, da Shakespeare, Racine, Corneille. La Commedia dell’Arte l’ho scoperta un po’ per caso. Per noi veneti, la Commedia dell’arte erano i burattini. Mi ricordo che da bambino, andavo a vedere i burattini. Pantalone, Arlecchino, erano delle mascherine. La Commedia dell’Arte l’ho scoperta proprio a causa del fatto che ero veneto, lavorando con Giovanni Poli, un grandissimo regista, che aveva creato il gruppo della Ca’ Foscari, il teatro universitario di Venezia. Partecipai, nel 1965, alla Biennale del Teatro, recitando nella Veneziana, che Giovanni Poli aveva allestito a Venezia al teatro della Fenice. Ed è stata proprio una grande sorpresa, scoprire questo mondo delle maschere, ma soprattutto vedere la passione che il pubblico dimostrava per questa forma di teatro improvvisato, dove si canta, si balla, si cerca di trasmettere la gioia di vivere. E poi il destino ha voluto che quando uscii dal Piccolo Teatro di Milano, fui ingaggiato subito, proprio dal Piccolo di Milano. La pièce era Arlecchino servitore di due padroni, nel 1967, siamo poi partiti per una tournée internazionale e nel maggio ’68 mi trovavo a Parigi… quindi 50 fa esatti.

Che cos’è secondo lei che rende la Commedia dell’Arte così affascinante? Tutti la conoscono. Non tutti conoscono il teatro di prosa italiano ma tutti conoscono la Commedia dell’arte. Una delle poche parole che conoscono qui a Parigi per esempio è: “la Commedia dell’Arte”, perché secondo lei?

La Francia è stata una terra che ha accolto la Commedia dell’arte. I primi comici sono arrivati qui a seguito di Caterina De’ Medici. È una storia antica. Perché è una forma di teatro popolare, un teatro d’arte popolare. È nata durante il Carnevale. Chi prende la parola sono gli Arlecchini, o i personaggi umili che finalmente durante il Carnevale possono parlare e farne di tutti i colori. E poi perché è una forma di teatro semplice, con dei tipi rappresentativi. Ogni personaggio rappresenta una categoria sociale. Pantalone rappresenta i commercianti, Arlecchino il proletariato, Brighella la piccola borghesia, il Dottore gli universitari. Ci sono tutti nella Commedia dell’arte. Poi si canta, si balla e soprattutto si fa ridere delle problematiche che possono rendere difficile il vivere sociale. È una forma di teatro liberatorio. Questo rende felice la gente perché almeno per una settimana, non ci pensa più, o ci pensa in un’altra maniera. E poi soprattutto, la Commedia dell’Arte ha un lieto fine, che è importante. In questa battaglia ideale tra vizio e virtù, che viene portata in scena con molta gioia, alla fine è la virtù che vince, per una volta. Quindi vuol dire che quelli che ci governano sono delle brave persone…nella Commedia dell’Arte!

Michelangelo Cerquozzi The Rehearsal, Or A Scene From The Commedia Dell'arte

Michelangelo Cerquozzi. Le prove, ovvero scene di Commedia Dell’Arte (1630)

Nel 2004, lei ha deciso di aprire l’Académie Internationale des Arts du Spectacle a Versailles, con una sede anche a Parigi.

Non l’abbiamo aperta esattamente a Versailles ma a Montreuil, negli ex studi cinematografici che erano stati creati da Charles Pathé nel 1904, si chiamavano gli studi Albatros. Fino al 2010 siamo stati di fatto insediati in questo luogo straordinario. Poi, per dei problemi di trasformazione del luogo in altra funzione che non quella culturale, il sindaco di Versailles si è offerto di metterci a disposizione una bellissima sede. Collaboravamo già con la città attraverso una serie di spettacoli che presentavamo nell’ambito del grande Festival Mois Molière. Quindi dal 2010 siamo emigrati a Versailles. C’è stato sette anni Goldoni, e anche noi ci siamo da sette anni. E poi abbiamo una sede anche qui a Parigi, all’Espace Jemmapes, un centro culturale della città di Parigi, che ci ha messo a disposizione per i ragazzi del terzo anno.

Qual è la specificità della scuola ?

Il Diploma che stiamo dando ai ragazzi è in via di riconoscimento da parte del Ministero. È una scuola un po’ particolare, è come un conservatorio d’arte drammatica, con tutte le materie fondamentali. La scherma, il mimo, la danza, forse un po’ più degli altri. La particolarità è che i ragazzi seguono un percorso storico, abbastanza eccezionale.

Il primo anno lavoriamo sulle origini del teatro, quindi il teatro greco, creiamo degli spettacoli legati alla tradizione del teatro greco. A Maggio portiamo il primo e il secondo anno a Siracusa. Gli spettacoli vengono rappresentati nel bellissimo Festival del Teatro Classico dei giovani, che avviene a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. E poi hanno la possibilità di assistere ai grandi spettacoli di questa meravigliosa manifestazione. È organizzata dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, dove io ho anche l’onore di insegnare. Dopo di che partecipano a vari festival. Al Mois Molière, al festival delle Arene di Montmartre. Il secondo anno partecipano al Festival di Avignone. Il terzo anno preparano degli spettacoli per presentarsi sul mercato. Questo percorso li porta ad acquisire delle competenze sul teatro antico, sul teatro del Rinascimento, teatro barocco, sul teatro contemporaneo, la commedia musicale. In più hanno la possibilità di rappresentare 150/200 volte gli spettacoli in pubblico. Questa è l’unica scuola al mondo che pratica questo tipo di percorso, che è l’incontro costante col pubblico. È fondamentale. Ed è anche per questo che tutte le compagnie che si sono formate stanno imperando in Francia. Ogni anno alle Arene di Montmartre proponiamo una serie di spettacoli di giovani compagnie de l’Île de France. Italiani, francesi, spagnoli, sono compagnie internazionali. Tutti giovani che si divertono a fare teatro, non solo commedia dell’arte, in questo posto stupendo che sono le Arene di Montmartre.

Commedia dell'arte ma non solo in scena a Montmartre

Le Arene di Montmartre, il Festival è alla sua nona edizione

Vi aspetto tutti alle arene di Montmartre e non solo, anche ad Avignone, dove gestiamo uno spazio meraviglioso che è la Cour du Barouf, dove presentiamo una serie di spettacoli legati all’italianità. Per di più quest’anno ci sarà una sezione dedicata proprio alla Commedia dell’arte.

INFO PRATICHE

Festival Arènes de Montmartre

Dove: ai piedi del Sacré-Coeur (métro 2 – Anvers o Pigalle)

Quando: dal 15 maggio al 17 giugno 2018

Biglietti: da 5€ a 12€

Prenotazioni: +33 01 84 16 14 96  –   www.academie-spectacles.com

Académie Internationale des Arts du Spectacle – École Supérieure d’Art Dramatique

Concours d’entrée 2018: 7- 8 – 9 Settembre

www.academie-spectacles.com

Elisa Alessandro

Autore: Elisa Alessandro

Membro a vita del Duse Studio di Roma, Centro Internazionale di Cinema e Teatro, diretto da Francesca De Sapio.
Nel 2006 fonda insieme a Marco Calvani l’Associazione Culturale Mixò. Attrice e autrice (nel 2008 e 2011) scrive ed interpreta “Sarà Estate –
dedicato a Jean Seberg”, debutta a teatro all’età di 16 anni e ha all’attivo numerose esperienze in Italia e all’estero. Ha lavorato, tra gli altri, con Neil LaBute, Marco Calvani, Luciano Melchionna, Ivano De Matteo, Francesca De Sapio, Carlotta Corradi, Lidia Vitale, Marco De Luca.
Vive a Parigi dal 2011 e sta attualmente lavorando alla realizzazione del suo primo lungometraggio.

itParigi incontra Carlo Boso, il rappresentante di una tradizione famosa in tutto il mondo: la Commedia dell’Arte ultima modifica: 2018-05-07T15:30:56+00:00 da Elisa Alessandro

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