Circa 1000 querce provenienti dalle foreste di tutta la Francia saranno utilizzate per la ricostruzione del tetto e della guglia di Notre Dame. Era il 15 aprile del 2019, il Covid non aveva ancora colpito Parigi e l’Europa, ma la capitale francese era sconvolta da un altro grande dramma. Si tratta dell’incendio della Cattedrale di Notre Dame, uno dei simboli non solo di Parigi, ma dell’intera Francia. I danni causati dalle fiamme sono stati enormi, a partire dal crollo dell’iconica guglia progettata dall’architetto Viollet-le-Duc e del tetto. A due anni di distanza dall’incendio sono state selezionate le prime 8 querce provenienti dalla foresta di Bercé (a trenta km a sud-est da Le Mans). Sulla prima quercia, i ministri dell’agricoltura e della cultura francese (Julien Denormandie e Roselyne Bachelot), hanno applicato una placca simbolica con scritto “arbe numéro 1”.
Ricostruzione di Notre Dame: come verranno utilizzate le querce
Le prime querce abbattute per la ricostruzione di Notre Dame sono alberi secolari (più di 230 anni) con determinate caratteristiche, a partire dall’altezza di circa una ventina d’i metri e dal diametro di un metro. Questi tronchi, dal peso di circa 20 tonnellate, verranno trasportati poi in una segheria per essere tagliati. Le travi ricavate dovranno essere lunghe 16,50 metri, alte 40 cm e larghe 36 cm. Prima di poterle utilizzare, però, queste dovranno essere essiccate per 12-18 mesi, in modo che abbiano un tasso di umidità che non superi il 30%. Infine, tutte le querce dovranno essere abbattute entro il mese di marzo, per evitare che il legno rimanga troppo umido. Con buona probabilità, il vero e proprio assemblaggio della guglia di Notre Dame, e del resto della struttura, avverrà all’inizio del 2023. A fine lavori, la guglia della cattedrale dovrebbe avere un peso di circa 300 tonnellate.

Tutte le regioni di Francia si stanno mobilitando per la ricostruzione di Notre Dame. Oltre alla foresta di Bercé, lo Stato francese ha donato 355 querce situate negli appezzamenti gestiti dall’Office National des Forêts. Secondo quanto promesso da Emmanuel Macron, subito dopo il disastro dell’aprile 2019, la cattedrale di Parigi dovrebbe riaprire al pubblico nel 2024. Ad oggi, nonostante il Covid-19, la tabella di marcia sembra procedere senza molti problemi. Presto gli addetti ai lavori termineranno la fase di messa in sicurezza e si potrà partire con il restauro. La ricostruzione di Notre Dame non è solo una “vittoria” per la Francia, ma per tutto il mondo. L’edificio religioso, patrimonio UNESCO dal 1992, è infatti uno dei più amati per il suo fascino e per la sua storia. Poter tornare a visitarla è un sogno che, grazie alle mille querce delle foreste di Francia, si potrebbe presto realizzare.
Foto di copertina : © GodefroyParis – Commons Wikimedia.




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