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Christian Dior, couturier du rêve. Al Musée des Arts Décoratifs un’incredibile mostra per celebrare i suoi primi, favolosi, 70 anni (non immuni al fascino italiano)

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Christian Dior, couturier du rêve. Un titolo assolutamente perfetto per questa immersione, totale, nel mondo dello stilista francese per antonomasia. Uno stile inconfondibile. Uno charme senza paragoni. Una storia lunga 70 anni. Al Musée des Arts Décoratifs fino al 7 gennaio una mostra eccezionale racconta come lo sconosciuto Christian è diventato… Christian Dior.

Oltre 300 modelli della haute couture, quadri ed opere d’arte, una scenografia mozzafiato ed un’illuminazione semplicemente perfetta. Ambienti diversi si susseguono senza mai stancare né l’occhio né l’anima, al punto da farti dimenticare “le monde” che ti scorre accanto. 

Un vestito, per come lo concepisco, è un’architettura effimera destinata ad esaltare le proporzioni del corpo della donna” diceva Dior. Ed effettivamente tutto in quel mondo incantato, ed allo stesso tempo prepotentemente vivo, è proporzione.

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Una delle incredibili sale della mostra.

Forse non tutti sanno che…

Nato nel 1905, in Normandia, il giovane Christian Dior sognava di diventare architetto o compositore. E attenzione, attenzione. Non è la moda la prima attività che segna la sua carriera professionale. Appena ventitreenne decide di lanciarsi nel mondo dell’arte e nel 1928 apre le porte della sua prima galleria. L’obbiettivo del giovane gallerista è quello di far conoscere artisti allora sconosciuti, affiancandoli ad altri di cui il nome possa far eco. Così alle opere dei già affermati Picasso, Braque, Miró, Matisse, Cocteau affianca quelle degli allora « signor nessuno ». Salvador Dalì, Alberto Giacometti, Alexander Calderper citarne alcuni.

La sua carriera da gallerista si interromperà a causa delle conseguenze della crisi economica del 1929. Ma non prima di organizzare quella che ancora oggi è considerata come l’esposizione di riferimento nell’arte contemporanea. Nel 1933 dà vita ad un’esposizione memorabile, dando forma alle mille sfaccettature del surrealismo. Le opere di Marcel Duchamp accanto a quelle di Max Ernst, Dalì o ancora Man Ray

Il fascino italiano colpisce due volte

La storia della casa di moda più famosa di Francia, dopo la morte del suo capostipite, vede il susseguirsi di stilisti d’eccezione. Sarà un giovanissimo Yves Saint Laurent  a prendere per primo le redini della direzione artistica.

Il 1989 segna però un momento importante per la Maison Dior. Per la prima volta nella storia della casa di moda, la direzione artistica sarà affidata ad uno straniero.

Nazionalità: italiana. Nome: Gianfranco. Cognome: Ferré. Ebbene sì. L’allora quarantacinquenne Gianfranco Ferré si trova alla testa della più grande Maison di moda francese. La più conosciuta al mondo. E non solo. Per la sua prima collezione riceverà il Dé d’or. Uno dei riconoscimenti più importanti per l’alta moda.

Sarà proprio dopo questa sfilata che verrà soprannominato “l’architetto della moda“. Nel 1996 il testimone passa all’ormai famosissimo John Galliano. A succederlo, Raf Simons. Fino ad arrivare ad un’altra data storica.

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Alcuni dei modelli disegnati da Ferré per Dior.

Una grande rivoluzione in casa Dior

Nel 2016 per la prima volta in assoluto sarà una donna ad occupare il posto di direttrice artistica. Nazionalità? Italiana! Maria Grazia Chiuri. Classe 1964. Inizia la sua carriera da Fendi, per poi essere nominata nel 2008 direttrice artistica di Valentino, insieme a Pier Paolo Piccioli. Proprio nel momento in cui sentiva un bisogno di cambiamento nella sua carriera, riceve LA telefonata. La Maison Dior le propone di prendere la direzione artistica. Il fascino italiano ha colpito ancora.

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Impalpabili, femminili e delicati, i modelli firmati da Maria Grazia Chiuri.

Non sono quella che si può definire una “fashion addict” eppure sono stata completamente rapita da questa superba macchina del tempo. Catapultata improvvisamente agli inizi del ‘900 ed accompagnata con eleganza verso i tempi moderni. Tra vestiti da sogno ed una estasiante ricchezza di tessuti, mi sono ritrovata a sognare ad occhi aperti. Geometrie, simmetrie, proporzioni perfette. Sobrietà e gran classe, girandole di colori, rigore e fantasia. Opere d’arte, filmati storici.

Tre ore sono passate, senza che me ne rendessi conto. Inebriata da questo mondo creato dallo stilista del sogno.

Inutile dirlo, assolutamente da non perdere.

Qualche consiglio pratico…

L’affluenza alla mostra è piuttosto importante. Vi consiglio quindi di acquistare su internet i biglietti coupe-file (disponibili solo a tariffa piena, per i ridotti bisognerà procedere all’acquisto in loco). Evitate se possibile il week-end e prediligete l’ora di pranzo. Il museo si trova accanto al Louvre, se dovesse avanzarvi del tempo…

Buona visita!

Musée des Arts décoratifs
107, rue de Rivoli
75001 Paris

Tél. : +33 (0)1 44 55 57 50
Métro : Palais-Royal, Pyramides ou Tuileries
Autobus : 21, 27, 39, 48, 68, 69, 72, 81, 95

Elisa Alessandro

Autore: Elisa Alessandro

Membro a vita del Duse Studio di Roma, Centro Internazionale di Cinema e Teatro, diretto da Francesca De Sapio.
Nel 2006 fonda insieme a Marco Calvani l’Associazione Culturale Mixò. Attrice e autrice (nel 2008 e 2011) scrive ed interpreta “Sarà Estate –
dedicato a Jean Seberg”, debutta a teatro all’età di 16 anni e ha all’attivo numerose esperienze in Italia e all’estero. Ha lavorato, tra gli altri, con Neil LaBute, Marco Calvani, Luciano Melchionna, Ivano De Matteo, Francesca De Sapio, Carlotta Corradi, Lidia Vitale, Marco De Luca.
Vive a Parigi dal 2011 e sta attualmente lavorando alla realizzazione del suo primo lungometraggio.

Christian Dior, couturier du rêve. Al Musée des Arts Décoratifs un’incredibile mostra per celebrare i suoi primi, favolosi, 70 anni (non immuni al fascino italiano) ultima modifica: 2017-09-19T10:54:41+00:00 da Elisa Alessandro

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