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Intervista a Ines Hachkel: Parigi è vita e speranza!

Ines

Ines! Benvenuta su itParigi! Chi sei? Presentati ai nostri lettori con dieci parole!

Mi chiamo Ines, sono una giovane Siciliana di 20 anni di origine Tunisina, figlia di immigrati in italia nel lontano 1982.

Testarda, ambiziosa e rompiscatole ho deciso un anno fa di trasferirmi a Parigi.

Com’è la vita in quel di Parigi?

Per quel che mi riguarda, è molto diversa rispetto alla vita in Italia. Qui è tutto molto più frenetico, hai l’impressione di non fermarti mai nemmeno per un istante e ti senti uno tra altri mille che al mattino corrono su per le scale del metro’ per recarsi al lavoro e fra una corsa e l’altra ci si ferma un attimo ad osservare la bellezza di questa città che per quanto possa essere grigia resta comunque una città meravigliosa.

 

Ines

Perché hai scelto Parigi (lavoro, amore, studio etc.)? Lo rifaresti se potessi tornare indietro?

A dire la verità non è stata un scelta riflettuta e maturata nel tempo, sin da bambina ho sempre voluto viaggiare e mettermi in gioco all’estero ma non avevo mai valutato la possibilità di trasferirmi in Francia. Un giorno come un fulmine a ciel sereno mi è stato proposto un posto di lavoro nel campo dei trasporti e logistica e 48 ore dopo ero già su un aereo , letteralmente con qualche maglietta e un pacco di caffè dentro ad uno zaino.

Se dovessi tornare in dietro lo rifarei mille volte perché in un anno la mia vita è cambiata radicalmente e mi sono messa in gioco ed in discussione innumerevoli volte e cio’ mi ha permesso di constatare che ,se lo vuoi, puoi essere estremamente forte ed indipendente.

Gli italiani a Oltralpe: com’è il rapporto con i parigini / i francesi? E soprattutto… differenze culturali tra i due popoli? Ce ne sono?

Parigi è una citta che accoglie davvero tutte le etnie e tutte le nazionalità. I parigini sembrano essere più introversi rispetto agli Italiani, le differenze culturali sono sicuramente molte dato che noi italiani tendiamo a mantenere più vivi i nostri usi e costumi e il nostro modo di essere mentre per quanto riguarda i parigini, questa sorta di identità va man mano perdendosi, dovuto sicuramente a questo mix di culture che vivono nel loro quotidiano.

Consigli a chi, per motivi di studio o lavoro, sceglie la Francia / Parigi come meta per realizzare i suoi sogni?

Consiglio semplicemente di perseverare ed insistere nel voler realizzare i propri sogni a prescindere dalla realtà nella quale ti trovi. Sicuramente Parigi offre molte più opportunità rispetto ad alcune realtà italiane, ed è anche vero che il concetto di meritocrazia qui ha un peso non irrilevante ma nonostante cio’ non bisogna porre alcun limite ai propri sogni e le proprie ambizioni. Sei tu che dai valore ad un posto e non viceversa!

Dove (e come!) ti vedi tra dieci anni?

Non so se tra dieci anni sarò ancora a Parigi o sarò altrove, tuttavia mi auguro di mantenere la stessa voglia di imparare e la stessa tenacia che mi ha portato qui.

Ines, grazie per la disponibilità e la professionalità dimostrata!

Grazie a te, a voi!!!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “Gli Orari del Cuore” (Leonida Editrice – 2016), “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere) e “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher).

Intervista a Ines Hachkel: Parigi è vita e speranza! ultima modifica: 2018-03-05T10:38:48+00:00 da Stefano Labbia

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