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COSA FARE ITALIANI A PARIGI RISTORANTI

Pizza, ancora pizza, per sempre pizza (a Parigi)

Pizza

L’ultima volta ci siamo lasciati con le cinque pizzerie inconturnables di Parigi. Quelle che negli anni ci hanno fatto battere il cuore, che hanno elettrizzato le nostre papille gustative e appagato i nostri occhi. Ma Parigi è una “festa mobile”, niente resta immutato qui e anche le certezze in fatto culinario hanno la stessa fluidità delle stagioni. E dunque, siccome quando si parla di pizza non scherziamo mica, i tempi sono maturi per un’appendice alla nostra precedente lista.

Postilla: le pizzerie sono tutte ovviamente e rigorosamente testate da noi della redazione o dai nostri “inviati” gourmet. Dei mostri sacri della pizza a Parigi ne abbiamo abbondantemente parlato in altri articoli. Questa volta, invece ci siamo concentrati sulla cosiddetta “vox populi” che, come ben si sa, è anche “vox dei”. Dunque, iniziamo allora!

 

Iovine’s: arte della pizza di Napoli

Da tempo ormai questo nome gira sulla bocca dei più attenti estimatori del nostro marchio di fabbrica più buono. Pasta soffice e leggera e una varia selezione di proposte sono garanzia di qualità. Inoltre tra i dessert c’è anche la pastiera napoletana. Fiondiamoci!

Pizza

La pizza è servita. Foto: ©iovines (Facebook).

Rebellato: una saga tutta italiana

Quella di Rebellato è una vera epopea italiana, che parte dal Veneto e arriva fino al 1985 a Parigi. Rebellato è ristorante, “Cantinetta” ma anche e soprattutto pizzeria. Nonostante le origini non proprio partenopee, la pizza invece e quella napoletana al 100%.

 

Fratelli Castellano: per amore solo per amore…

…della pizza ovviamente! Prendendo spunto dal ritornello di una splendida canzone di Roberto Vecchioni. Ogni pizza dei fratelli Castellano, in effetti, è assolutamente unica, come una vera opera d’arte. La lievitazione della pasta va da un minimo di 48 a un massimo di 72 ore.

Pizza

Il segreto è la lievitazione. Da Fratelli Castellano dura almeno 48 ore. Foto: ©fratellicastellanoXV (Facebook).

Da Graziella

Graziella non è solo il nome dato a questa autentica pizzeria all’italiana ma è in tutto e per tutto l’anima e la mente del luogo. Nata e cresciuta a Napoli, Graziella è approdata a Parigi con tutto il suo sapere di generazioni in fatto di pizza.

Bonus goloso: Pancia, street food all’italiana. Perché non di solo pizza si vive

Anche a questo giro, noi della redazione siamo andati alla ricerca del “luogo segreto” in cui poter variare ogni tanto, se di pizza abbiamo fatto indigestione. Questa volta vi presentiamo monsieur Il Panzerotto (please, non chiamatelo calzone! Al massimo panzarott per gli amici). Un fagottino fritto – esiste anche la versione light al forno – ripieno di ogni ben di Dio. Certo… è impossibile fare il paragone con il miglior panzerotto al mondo, quello del Panificio Gentile a Bari, ma, in caso di astinenza estrema tutto è concesso.

 

Pizza

Il panzerotto di Pancia ripieno di polpo e scamorza affumicata. per sognare di essere sul lungomare di Bari. Foto: ©panciafood (Facebook).

 

Foto di copertina è ©iovines (Facebook).

Serena Mascoli

Autore: Serena Mascoli

Pugliese, classe 1984, dopo gli studi in Storia dell’Arte e in Codicologia si trasferisce a Gerusalemme e in seguito a Milano. Dal 2013 vive a Parigi lavorando come redattrice per diversi studi editoriali. Viaggiatrice indefessa, sempre alla ricerca di qualche concerto in cui scatenarsi, dell’Italia le manca il suo mare e la Lemonsoda.

Pizza, ancora pizza, per sempre pizza (a Parigi) ultima modifica: 2019-06-12T10:05:14+02:00 da Serena Mascoli

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