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Villa Savoye di Le Corbusier: in partenza per una nuova tappa di #NonSoloParigi.

Villa Savoye

Eccoci con un nuovo appuntamento con l’ormai imperdibile #NonSoloParigi. Questa volta vi accompagniamo alla scoperta di uno degli edifici più iconici di sempre. Stiamo parlando di Villa Savoye a Poissy, progettata e realizzata nel 1931 dalla superstar in fatto di architettura: Le Corbusier.

Informazioni utili: come arrivare a Villa Savoye.

Raggiungere Villa Savoye è più facile del previsto (qui il sito del monumento). Prendendo come punto di partenza Châtelet-Les Halles si raggiunge Poissy con un tragitto di una quarantina di minuti in Rer (linea A). Dopodiché appena usciti dalla stazione è possibile prendere il comodo bus numero 50, direzione “La Coudraie” fino alla fermata “villa Savoye”. Noi invece vi consigliamo la deliziosa passeggiata architettonica di una mezz’oretta fino alla villa, nella stupenda cittadina, tra edifici medievali, chiese e villette con giardino.

Ecco dunque alcune informazioni pratiche una volta arrivati a destinazione. La villa è visitabile dal martedì alla domenica (il lunedì è il giorno di chiusura settimanale) dalle 10.00 alle 17.00 (fino alle 18.00 in estate). Il prezzo del biglietto è 8 euro o 6,50 euro se si ha diritto alla riduzione.

Villa Savoye

La rampa interna collega i piani all’interno di Villa Savoye ed è il fulcro centrale della costruzione. Foto: ©Davide Weber Photography.

Villa Savoye: da residenza di villeggiatura a capolavoro dell’architettura.

Di origine svizzera, Charles-Édouard Jeanneret, detto Le Corbusier, è considerato all’unanimità l’architetto che maggiormente ha contribuito al Movimento Moderno. Questo stile rivoluzionò l’architettura del XX secolo consacrandola a nuovi criteri di funzionalità, grazie anche a un senso estetico votato all’essenzialità delle forme.

Costruita tra il 1928 e il 1931 e progettata con Pierre Jeanneret, la villa – residenza di campagna di Pierre Savoye e della sua famiglia – era detta anche “les Heures Claires”. In realtà le difficoltà abitative furono evidenti già in fase progettuale, i proprietari vi abitarono comunque almeno fino al 1940. Durante la guerra, Villa Savoye fu occupata dai nazisti e dagli alleati, poi acquistata dalla città di Poissy e solo nel 1962 ceduta allo Stato. Nonostante gli ingenti danni, l’imponente restauro conclusosi nel 1997 ha riconsegnato questo monumento all’umanità in tutto il suo splendore.

Un capolavoro dell’architettura moderna.

La “scatola sospesa” di Le Corbusier è il frutto di lunghe ricerche e dell’applicazione dei cinque capisaldi del Movimento Moderno, formulati dall’architetto nel 1927. Innanzitutto i pilotis – i pilastri – che rendono la costruzione “sospesa” all’interno del giardino. Come secondo elemento fondamentale, il tetto piatto diventa una terrazza giardino. Segue poi la struttura in cemento armato libera da pilastri interni e muri portanti. Anche le facciate sono libere e costituite semplicemente da linee orizzontali e verticali. Infine, l’ultimo pilastro ma forse uno dei più importanti, è costituito dalle finestre a nastro che creano degli straordinari richiami di luce all’interno.

Villa Savoye

La connessione tra interno ed esterno della casa è uno degli elementi più innovativi di Villa Savoye e tratto caratteristico nella produzione architettonica di Le Corbusier. Foto: ©Davide Weber Photography.

Villa Savoye tra architettura e storia.

Villa Savoye fu inserita nella lista dei monumenti storici francesi nel 1965, con il suo creatore ancora in vita. Per tante ragioni la costruzione è considerata uno degli edifici più emblematici di tutta l’architettura del XX secolo. Il suo valore architettonico e storico è dovuto al suo carattere innovativo, al perfetto accordo tra architettura e paesaggio e alla cura dei dettagli. Inoltre l’estrema simmetria della costruzione, epurata da ogni elemento decorativo, ne rende equivalenti le quattro facciate: una novità assoluta per l’architettura degli anni ’20, les années folles!

Foto di copertina: ©Davide Weber Photography. 

Serena Mascoli

Autore: Serena Mascoli

Pugliese, classe 1984, dopo gli studi in Storia dell’Arte e in Codicologia si trasferisce a Gerusalemme e in seguito a Milano. Dal 2013 vive a Parigi lavorando come redattrice per diversi studi editoriali. Viaggiatrice indefessa, sempre alla ricerca di qualche concerto in cui scatenarsi, dell’Italia le manca il suo mare e la Lemonsoda.

Villa Savoye di Le Corbusier: in partenza per una nuova tappa di #NonSoloParigi. ultima modifica: 2018-06-06T11:07:45+00:00 da Serena Mascoli

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