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ARTE

“Calcare il mondo” di Lulù Nuti: l’arte al servizio dell’ambiente

"Calcare il mondo"

In seguito all’ultimo report dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), il climate change si è tristemente confermato essere un argomento all’ordine del giorno. La situazione è drastica e il negazionismo climatico made in U.S.A., avvallato anche da Jair Bolsonaro, attualmente al ballottaggio in Brasile, non cambieranno la realtà dei fatti. Il riscaldamento globale è un problema reale, con conseguenze drammatiche per il pianeta. La situazione non è assolutamente da sottovalutare, tanto da coinvolgere molti aspetti legati alla nostra quotidianità. L’arte per esempio. Numerosi sono gli artisti coinvolti che si sono lasciati ispirare da temi legati all’ecologia e al climate change. Vi segnaliamo, a proposito, un evento che avrà luogo a partire da questo giovedì, 11 ottobre (giorno del vernissage). Si tratta di “Calcare il mondo” di Lulù Nuti, artista italiana, classe 1988, con già importanti esperienze alle spalle, che prosegue la tradizione di italiani che si affermano a Parigi.

“Calcare il mondo” di Lulù Nuti: la ricerca dell’artista, l’idea del progetto

Il progetto “Calcare il mondo” di Lulù Nuti nasce proprio da una profonda riflessione sul riscaldamento climatico. “Si un scientifique propose de peindre les toits du monde en blanc afin de réfléchir la lumière du soleil (White Roof Project), et que d’autres lancent un appel à candidature pour coloniser Mars (Mars One), je propose alors de mouler le monde afin de le reproduire ailleurs.” (Se uno scienziato propone di dipingere i tetti del mondo in bianco per riflettere la luce del sole – White Roof Project -, e altri lanciano un invito a presentare delle candidature per colonizzare Marte – Mars One -, io propongo invece di creare un calco del mondo per riprodurlo altrove.)

L’idea è semplice. Eppure nella sua immediatezza ha l’ingenuità del bambino, che trova delle logiche soluzioni irrealizzabili, e la piena consapevolezza di quanto l’essere umano sia impotente di fronte all’imminente catastrofe.

"Calcare il mondo"

Lulù Nuti, Untitled (cubo), cemento e pigmenti, 34x34x16,5cm, 2017 © Bikini Art Residency et Lulù Nuti

Sull’Atlantico a bordo di un cargo

Parlavamo di “Calcare il mondo”, dunque, nel senso di riprodurlo più volte fino a “manipolarlo”, per provare forse a controllarlo, senza dimenticare l’elemento imprevedibile. Il progetto infatti è costituito da una serie di calchi del globo terrestre, sviluppando diverse prospettive attraverso materiali come il gesso o il cemento. La ricerca, che l’artista ha avuto modo di proseguire navigando sull’Atlantico a bordo di un cargo, approda a una serie composta di tanti calchi al negativo, dove in ogni globo tracce di pigmenti azzurri indicano i mari e gli oceani.

Informazioni utili

Il vernissage di “Calcare il mondo” di Lulù Nuti avrà luogo giovedì 11 ottobre alla Galerie Chloé Salgado alle 18.00. La mostra sarà  visitabile per un mese, dal 12 ottobre fino all’11 novembre, sempre al 61 di rue de Saintonge.

Foto di copertina: ©Galerie Chloé Salgado (Facebook).

Serena Mascoli

Autore: Serena Mascoli

Pugliese, classe 1984, dopo gli studi in Storia dell’Arte e in Codicologia si trasferisce a Gerusalemme e in seguito a Milano. Dal 2013 vive a Parigi lavorando come redattrice per diversi studi editoriali. Viaggiatrice indefessa, sempre alla ricerca di qualche concerto in cui scatenarsi, dell’Italia le manca il suo mare e la Lemonsoda.

“Calcare il mondo” di Lulù Nuti: l’arte al servizio dell’ambiente ultima modifica: 2018-10-10T10:31:24+00:00 da Serena Mascoli

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