NOI ITALIANI ALL'ESTERO PROMUOVIAMO L'ITALIA
INTERVISTE

Portraits, quarto appuntamento. Gioele ci racconta la sua scalata parigina

Portrait 4 un bartender a Parigi

Portraits, quarto appuntamento. Abbiamo incontrato il simpaticissimo Gioele Proietto Di Silvestro. Arrivato a Parigi due anni e mezzo fa ed egregiamente ambientatosi nella capitale.

Ecco la sua esperienza nella capitale parigina.

Gioele, come è nata la scelta di Parigi?

Io sono di un piccolo paesino meraviglioso che si chiama Randazzo in provincia di Catania, sull’Etna. Detta la Bourgogne d’Italia per restare in tema. Perchè Parigi. È una scelta che mi è arrivata, più che io a scegliere lei. È iniziato tutto nel novembre 2014. Uno dei miei più cari amici d’infanzia, il buon caro Marco, era già qui per lavoro, è un pizzaiolo molto conosciuto. Ci incontrammo in paese e mi disse: “Sai Gioele sono a Parigi, se c’è possibilità tu verresti?”. Gli ho risposto: “Guarda aspetto una tua chiamata ed in 48 ore sono lì”.

Qualche mese dopo arrivò questa fatidica telefonata alle 11 di mattina, in 48 ore feci il biglietto ed iniziò il mio viaggio a Parigi, la mia avventura parigina. Ho iniziato in questa pizzeria dove lui era capo pizzaiolo e si era occupato appunto dell’avviamento. Una pizzeria siciliana. Ringrazio anche il titolare con il quale poi è nata una bellissima amicizia. Titolari una coppia meravigliosa Francesco e Amelie. Ho imparato la lingua abbastanza in fretta e poi mi sono inserito nel mondo del bartending, della mixologia parigina. Quando arrivai a Parigi in effetti ero già un barman, avevo già degli anni di esperienza un po’ in tutta Italia. Non parlavo ancora bene il francese, e questo è un lavoro dove saper parlare è molto importante. Infatti ho fatto in fretta ad imparare la lingua dei cugini francesi, per potermi inserire bene.

Qual è il cocktail più richiesto qui a Parigi ?

C’è molto un ritorno negli ultimi anni, l’ultima tendenza, l’uscita dal periodo ciclico degli anni 90 , quindi di questi cocktail molto colorati, appariscenti, c’è stato un grande ritorno alla miscelazione dell’800 del 900, alla ricerca del cocktail vintage.

Sono riemersi dei cocktail meravigliosi quali il Vieux Carré, il Manhattan, il Negroni, che si afferma come l’eccellenza italiana nel mondo.

Il cocktail ha una grande storia, è un qualcosa che è sempre stato presente a livello di cinematografia, di arte, di correnti letterarie.

Uno dei progetti che abbiamo sviluppato qui è stato la ripresa delle polibibite del ‘900 del Movimento Futurista. Molto sentito in Francia, anche perchè il Futurismo fu un movimento presentato su Le Figaro .

Gioele in Portrait ci parla di futurismo

Il Manifesto Futurista pubblicato su Le Figaro il 20 Febbraio 1909 da F. Tommaso Marinetti

Portraits racconta degli italiani che si sono trasferiti a Parigi. Sulla base della tua esperienza, Parigi sì o no ?

Parigi, tutta la vita. Perchè è veramente una città dove la meritocrazia è uno dei pilastri del sistema sociale francese.

Quando sono arrivato qui conoscevo tre parole in francese : bonjour, bonsoir e cigarette, perchè purtroppo sono un fumatore.

In due anni e mezzo mi ritrovo ad aver affrontato, da quasi due mesi e mezzo a questa parte, una grossa apertura di un club che entra nello scenario del lusso a Parigi. È una grande soddisfazione, per un ragazzo italiano che arriva qui e parte da zero. Quindi come l’ho fatto io lo possono fare tutti. È una città che ti offre di metterti davanti allo specchio delle tue capacità e potenzialità, e lì dici “Ok, vediamo chi sono”.

Gioele ti ringraziamo tantissimo di aver partecipato!

Grazie a voi. Grazie a te. Vi aspetto tutti con piacere. E per dirla come un caro vecchio amico direbbe in questa occasione : spero que tout va bien. Ciao a tutti a presto.

E noi ci vediamo al prossimo appuntamento con Portraits !

Se vuoi partecipare a Portraits non esitare a scriverci: parigi@italiani.it.

Elisa Alessandro

Autore: Elisa Alessandro

Membro a vita del Duse Studio di Roma, Centro Internazionale di Cinema e Teatro, diretto da Francesca De Sapio.
Nel 2006 fonda insieme a Marco Calvani l’Associazione Culturale Mixò. Attrice e autrice (nel 2008 e 2011) scrive ed interpreta “Sarà Estate –
dedicato a Jean Seberg”, debutta a teatro all’età di 16 anni e ha all’attivo numerose esperienze in Italia e all’estero. Ha lavorato, tra gli altri, con Neil LaBute, Marco Calvani, Luciano Melchionna, Ivano De Matteo, Francesca De Sapio, Carlotta Corradi, Lidia Vitale, Marco De Luca.
Vive a Parigi dal 2011 e sta attualmente lavorando alla realizzazione del suo primo lungometraggio.

Portraits, quarto appuntamento. Gioele ci racconta la sua scalata parigina ultima modifica: 2018-01-25T10:26:42+00:00 da Elisa Alessandro

Commenti

To Top