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Toulouse-Lautrec al Grand Palais fino al 27 gennaio 2020

Toulouse-Lautrec in mostra al Grand Palais © Grand Palais

Toulouse-Lautrec, poeta su tela del Moulin Rouge e della bellezza della donna, torna al Grand Palais per un’altra imperdibile esposizione! Uno tra i bohémiens più noti della Francia, che lasciò il suo status di nobile, per ritrarre la Parigi sensuale e malfamata di fine ‘800. Un piccolo viaggio nella storia di questo artista che, nonostante la sua statura, divenne uno dei più grandi tra i pre-espressionisti.

Toulouse-Lautrec: il conte che rifiutò il suo titolo per la Parigi malfamata di fine ‘800

Nel 1891 circa, un giovane signore davvero molto singolare, si trasferisce a Montmartre. Un nome altisonante per un piccolo uomo: Henri de Toulouse-Lautrec. In effetti, il giovane Henri era un conte che decise, sfidando la sua famiglia e le convenzioni dell’epoca, di abbandonare il suo status di nobile e raggiungere Parigi. La bella di Francia a quell’epoca brulicava di piacere, di prostitute e di uomini di cattiva fama, ma Henri capisce lì quale fosse lo scopo della sua vita: ritrarre il vero e non la sua parvenza, nonostante il vero potesse rivelarsi molto spesso scomodo. Dirà infatti:

“Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro”.

Lautrec e la picnodisostosi : alto come un bambino, grande come un gigante dell’arte

Il nostro pittore aveva una particolarità fisica, dovuta ad una mutazione cromosomica: soffriva di picnodisostosi, malattia che colpisce le ossa del bambino, impedendogli di crescere correttamente. Henri era alto poco più di un metro e mezzo, con gambe molto più corte rispetto al busto. Era nato da due genitori che erano cugini di primo grado e ciò provocò nel nascituro, quella mutazione di cui vi parlavo prima. Ma nonostante questo apparente impedimento, Toulouse-Lautrec divenne un vero gigante dell’arte.

A diciott’anni, andò a studiare nell’atelier del pittore Fernand Cormon, il quale non apprezzava molto le doti di caricaturista del giovane. L’innovativo Henri, doveva aver spaventato il maestro conservatore, ma di sicuro, attirò l’attenzione di un suo compagno di corso: Vincent Van Gogh. Ebbene sì: nel piccolo studio di Cormon stava esplodendo un concentrato artistico che vedrà i nomi di Lautrec e Van Gogh, brillare nel firmamento della pittura. I due diventeranno molto amici tanto che Lautrec, per difendere l’onore di Vincent, si lancerà a sfidare a duello un altro giovane artista che aveva sbeffeggiato il genio olandese.

La Belle Epoque e quel perdersi nell’assenzio a Parigi…

Alzi la mano chi è rimasto incantato dalla potenza espressiva de L’Assenzio di Toulouse-Lautrec al Musée d’Orsay! Di già questo museo è una perla inestimabile del tessuto artistico di Parigi, ma trovarvi anche quest’opera così intensa ed enigmatica, varrebbe il triplo del biglietto. Era la Belle Epoque e tra gli sfavillii del Moulin Rouge e le luci di Montmartre, facevano comunque capolino le ombre dell’anima. Una malinconia dovuta chissà a cosa in particolare, quella che leggiamo negli occhi persi nel vuoto della donna de L’Assenzio. Ecco la grandezza di un artista che veniva dall’impressionismo di Renoir, Monet e che fu tra i primi a percorrere una strada nuova: il pre-espressionismo. Tratteggiare con istinto e rispetto, quel mal di vivere che spesso incontrava tra i vicoli bui di Pigalle e forse anche in se stesso…

Lautrec e le sue amiche prostitute: l’unico a considerarle donne

La danza moresca e La Goulue - Toulouse-Lautrec 1895 © Grand Palais

La danza moresca e La Goulue – Toulouse-Lautrec 1895 © Grand Palais

Assiduo frequentatore del Moulin Rouge che, ricordiamolo, quest’anno festeggia i 130 anni di sensuale attività, Toulouse-Lautrec inizia a ritrarre sempre più spesso le sue amiche prostitute. Lui era l’unico, a detta di queste signore, a considerarle donne e non macchine del piacere senza un’anima. Ed ecco che il piccolo uomo venuto da Albi, diventa maestro nel delineare la bellezza femminile durante le sfrenate danze al Mulino Rosso. Alcune tra le vedettes più famose dell’indiavolato Cancan come la grande Goulue e la sensibile Jane Avril, appariranno sulle sue tele.

Un luogo desiderato e contestato allo stesso tempo, dove Lautrec non cedeva al perbenismo ipocrita, immergendovisi completamente, animo e corpo. Non per nulla, morirà molto giovane, all’età di 36 anni a causa della sifilide e dell’alcolismo, ma ciò che rimarrà per sempre sarà il suo talento nel fotografare con tavolozza e pennelli, istanti di vita vera. Affermerà del suo lavoro:

“Ho cercato di fare ciò che è vero e non ideale”.

Parole che sigleranno il suo genio. Risolutamente moderno, come si intitola la mostra delle sue opere al Grand Palais.

Toulouse-Lautrec al Grand Palais fino al 27 gennaio

Locandina mostra Toulouse-Lautrec al Grand Palais © Grand Palais

Locandina mostra Toulouse-Lautrec al Grand Palais © Grand Palais

È iniziata il 9 ottobre, l’imperdibile esposizione delle opere di questo immenso artista. Ad accoglierlo, il Grand Palais, sempre teatro di eventi e mostre di grande spessore e impatto artistico. Non ci resta allora, dopo questo rapido viaggio nella storia di Henri, che assaporarne il talento, riempiendoci la vista di anime e bellezza della Parigi di fine ‘800.

Informazioni pratiche (potevamo lasciarvi senza?)

Dove: Grand Palais , 3 avenue du Général Eisenhower 75008

Metro : RER C, fermata Invalides               

Quando: dal 9 ottobre 2019 al 27 gennaio 2020

Biglietti: https://billetterie.grandpalais.fr/lautrec-entree-simple-expo-peinture-css5-rmn-pg51-ei696005.html

Toulouse-Lautrec al Grand Palais fino al 27 gennaio 2020 ultima modifica: 2019-10-15T07:36:27+02:00 da Sarah Jay De Rosa
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